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Forse

non tutti sanno che...

...si calcola che il salmone depone 1000 uova per ogni kg. del suo peso, che varia normalmente dai 6 ai 7 kg.

 

...l'olio di pesce può essere TG trigliceride o anche EE estere etilico. Il primo a base naturale e l'altro a base chimica.


...lo squalo è il pesce più longevo e che si ammala di meno.

...non conta quanto o cosa si mangia, ma quanto è biodisponibile.
 

...lo squalo è il pesce più longevo e che si ammala di meno.

 

...oggi ci sono nel mondo, dai 24 ai 37 milioni di persone afflitte dalla malattia di Alzheimer, gli esperti americani prevedono che entro il 2050 circa 115 milioni di persone nel mondo avranno questa malattia che indebolisce le funzioni del cervello e della memoria.

 

 

   

 

 
   

Rassegna stampa

ViviRett n.58 aprile 2011
Informazione alle famiglie con problematiche Rett

 

 

 

Ritenendo di fare cosa utile per tutte le famiglie, a titolo informativo, rendiamo noto che già da fine 2010, il dott. Giuseppe Hayek, direttore del Reparto Neuro Psichiatria Infantile del Policlinico Le Scotte di Siena, centro per la cura della sindrome di RETT, sta usando, con soddisfacenti risultati, un prodotto naturale proveniente dalla Norvegia a precisamente "Olio Omega-3 Liquido al sapore di Limone in bottiglia da 240 ml" prodotto dalla Norwegian Fish Oil ed importato in Italia da Transforma AS Italia  (transformitalia@libero.it).

La scelta di questo prodotto da parte del dott. Hayek è stata determinata, dopo le dovute valutazioni, per le sue caratteristiche di qualità e concentrazione di EPA e DHA. Come sopra detto si tratta di un olio di pesce naturale a base trigliceride (TG), e non un olio di pesce Estere Etilico (EE), come quasi tutti quelli in commercio, questo vuol dire che la sua biodisponibilità, come dimostrato da diversi studi  scientifici, fra cui quelli di

 

J. Djeberg e di Beckeman, è del 124% (usando come parametro olio naturale 100% di pesce), contro solo il 73% di quelli Estere Etilici. Questo consente di uilizzare una quantità inferiore di olio TG, per raggiungere gli stessi risultati, ma, cosa importante, senza aggravare il sistema digestivo, come invece avviene per gli oli Estere Etilici che, per essere assorbiti dal nostro organismo, devono prima essere elaborati dal pancreas, ritardando così il loro assorbimento e causando, spesso, problemi di nausea o reflusso.

Essendo il prodotto in Italia da solo 5 mesi, non viene ancora dispensato da parte del SSN. Sono in corso pratiche, inoltrate da singole famiglie, per ottenere il prodotto gratuitamente. Da quanto abbiamo potuto finora sapere, la pratica più breve e anche più facilie da  seguire è: dopo di aver ottenuto da parte di un centro riconosciuto che attesta la sindrome e prescrive il prodotto di cui sopra come essenziale, inserito nel piano terapeutico, presentare il

 

documento al "Servizio Farmaceutico Territoriale" presente in ogni ospedale come farmacia di distribuzione diretta ed attendere che l'apposita commissione ne autorizzi la distribuzione gratuitamente. Noi suggeriamo di promuovere una azione comune, da parte della stessa Associazione Rett, in rappresentanza di tutte le famiglie interessate, in modo da ottenere l'autorizzazione in campo nazionale e non solo per qualque provincia, dove è stata presentata la domanda di una singola famiglia.

Siamo a disposizione per ogni ulteriore informazione, ed anche eventualmente per la fornitura del prodotto, purtroppo attualmente a pagamento, scrivendoci alla nostra mail: transformitalia@libero.it

Nella speranza di aver portato un piccolo contributo alla complessa normativa burocratica ed anche un aggiornamento alle famiglie interessate.

 

Transforma AS Italia

E. Toni

(ViviRett aprile 2011)

 

 

Leggi la testimonianza della mamma di Sara.

ViviRett n.59 ottobre 2011

 

 

ViviRett n.61 aprile 2012

 

Effetti della somministrazione di acidi grassi polinsaturi w-3 nella sindrome di Rett in stadio I

 

Sintesi e implicazioni della pubblicazione: De Felice C, Signorini C, Durand T, Ciccoli L, Leoncini S, D’Esposito M, Filosa S, Oger C, Guy A, Bultel-Poncé V, Galano J-M, Pecorelli A,  De Felice L, Valacchi G, and Hayek J, Partial rescue of Rett syndrome by w-3 polyunsaturated fatty acids (PUFAs) oil. Genes Nutr. (In Press). DOI 10.1007/s12263-012-0285-7 Genes Nutr

 

Claudio De Felice1 • Cinzia Signorini 2• Thierry Durand3 • Lucia Ciccoli2 • Silvia Leoncini 2• Maurizio D’Esposito4,5 • Stefania Filosa 4,5 • Camille Oger 3•Alexandre Guy3 • Valerie Bultel-Poncé 3 • Jean-Marie Galano3• Alessandra Pecorelli2 •Laura De Felice6 • Giuseppe Valacchi7,8  • Cosimina Cerrone 9                       • Joussef Hayek9

 

1Unità di Terapia Intensiva Neonatale, Policlinico “Le Scotte”, AOUS, Siena, Italia; 2 Dipartimento di Fisiopatologia, Medicina Sperimentale e Sanità Pubblica, Università degli Studi di Siena, Siena, Italia;  3 Institut des Biomolécules Max Mousseron, (IBMM), UMR 5247 CNRS – UMI – UM II , Montpellier, France; 4 Istituto di Biofisica e Genetica “Adriano Buzzati Traverso”, CNR, Napoli, Italia;  5 IRCSS Neuromed, Pozzilli, Italia; 6Master in Multimedia Content Design, Università di Firenze, Firenze, Italia; 7Dipartimento di Biologia Evolutiva,  Università degli Studi di Ferrara, Ferrara, Italia;  8Department of Food and Nutrition, Kyung Hee University, Seoul, Republic of Korea; 9 Unità di Neuropsichiatria Infantile, AOUS, Policlinico “Le Scotte” Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, Siena, Italia

 

Lista delle principali  abbreviazioni:

AA: ac. Arachidonico; AdA: ac. Adrenico; DHA: ac. Docosaesanoico; EPA: ac. Eicosapentanoico; F2-dihomo-IsoPs: F2-dihomo-Isoprostani; F2-IsoPs: F2-Isoprostani; F3-IsoPs: F3-Isoprostani;   F4-IsoPs: F4-Isoprostani;   IsoPs: isoprostani; NPBI: Ferro libero non complessato a proteine; PUFA: acidi grassi polinsaturi; ROS: specie reattive dell’ossigeno; RTT: sindrome di Rett.

 

1)       Cosa sono e come agiscono gli acidi grassi polinsaturi (PUFA) w-3?

I  PUFA w-3 sono antiossidanti naturali con effetti multipli che presentano un ruolo emergente  in varie patologie, comprese varie malattie  neuropsichiatriche1. Gli w-3 (PUFA) sono principalmente prodotti da alghe marine e si concentrano in varie specie ittiche, anche se esistono sorgenti fitobiologiche. In particolare, l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesanoico (DHA) si trovano  generalmente nel pesce, olio di pesce e crostacei, mentre l’acido alfa-Linolenico (ALA) è presente nelle noci e negli oli vegetali quali l'olio di lino, di ribes nero e l’olio di colza.

È  stato dimostrato che l'attuale dieta occidentale è carente di  w-3  (PUFA) (rapporto w-6/w-3:15-20/1 invece del raccomandabile 1/1).2-6,7-9 Il meccanismo d’azione degli w-3 (PUFA) è solo parzialmente conosciuto. Gli w-3 (PUFA) influenzano la struttura fisico-chimica delle membrane cellulari e modulano l’espressione genica, agiscono sui canali ionici e la biosintesi degli eicosanoidi10-12. EPA e DHA sono fra i principali w-3 (PUFA)  che, oltre a modulare la produzione di prostanoidi attivi e di leucotrieni13, competono con l'acido arachidonico (AA) nella conversione da parte degli enzimi del citocromo P450 con formazione di metaboliti fisiologicamente attivi.14

 

 

Schema 1. I principali w-3 PUFA

 

Schema 2. Azioni fisiologiche degli w-3 PUFA

 

 

2)      Perché gli acidi grassi polinsaturi  (PUFA) w-3 nella sindrome di Rett?

I (PUFA) w-3  sono candidati  interessanti  nella sindrome di Rett (RTT)  per almeno 3 ragioni:

ñ      il loro ruolo emergente nella neuro-protezione sia in ambito clinico che sperimentale15;

ñ      la loro azione antiossidante multipla16-18 ;

ñ      la sicurezza di uso in ambito clinico con scarsi o assenti effetti collaterali riportati.

 

     3) Perché in 1° stadio?

Nei nostri studi precedenti su pazienti con RTT in stadio avanzato (III-IV) avevamo osservato un miglioramento parziale che si rifletteva in una riduzione significativa della gravità clinica.

Se è vera la nostra ipotesi,  secondo la quale meccanismi di stress ossidativo sono in grado di mediare  gli effetti della disfunzione MeCP2 nell'espressione del fenotipo clinico, è plausibile che gli stessi meccanismi di stress ossidativo precedano e accompagnino l'insorgenza della sintomatologia clinica nella RTT. In assenza di uno screening clinico in fase pre-sintomatica della RTT abbiamo pensato di focalizzare lo studio degli effetti dei PUFA w-3 nel primo stadio della malattia secondo il principio generale “The earlier the better”.

·         Quali w-3?

Per il presente studio abbiamo utilizzato il Norwegian Fish Oil AS, Trondheim, Norway (Prodotto Numero HO320-6; Distributore italiano: Transforma AS Italia. Forlimpopoli (FC). Italia; Codice di registrazione ministeriale: 10 43863-Y) .

·         Cosa abbiamo trovato?

Un totale di 20 pazienti con RTT in primo stadio sono stati randomizzati con supplementazione orale con olio di pesce contenente w-3  (PUFA) (DHA: 72,9 ± 8,1 mg/kg al dì; EPA: 117,1 ± 13,1 mg/kg al dì; w-3  PUFAs totali: 246,0 ± 27,5 mg/kg al dì) o nessun trattamento. Da questo studio emerge un miglioramento clinico in particolare per quanto riguarda l'area motoria, la comunicazione non verbale e la funzione respiratoria (outcomes primari) (Tabella 1, Figura 1) insieme ad una  diminuzione significativa dei livelli di marker di stress ossidativo (outcomes secondari) (Figure 2 e 3) nei pazienti trattati con supplementazione di w-3 (PUFA).

 

 

 

 

 

 

 

4)      Prospettive

Il presente studio-pilota suggerisce per la prima volta che un intervento “dietetico” per un periodo relativamente breve in una malattia genetica  quale la sindrome di Rett in una fase precoce della sua storia naturale è in grado di modificare “almeno parzialmente” Ia  biochimica e la clinica della malattia, in assenza di effetti collaterali.

Restano aperte tuttavia le domande sul dosaggio più appropriato, durata del trattamento ed eventuale formulazione chimica e comprensione del ruolo dei metaboliti secondari degli     (PUFA) w-3. Finora, per lo meno in Italia,  l'uso di questi integratori viene rimborsato fuori nota 13  per prevenzione secondaria nel paziente con pregresso infarto miocardico, ipercolesterolemia poligenica, dislipidemie familiari, iperlipidemie in insufficienza renale cronica o indotte da farmaci. Se i dati del presente studio pilota saranno confermati da trials randomizzati multicentrici controllati è auspicabile che la sindrome di Rett possa diventare un’indicazione specifica alla prescrizione   degli  (PUFA) w-3 , rimborsabile da parte del SSN.

 

Ringraziamenti

Si ringrazia il Kiwanis Club di Siena per il supporto. Inoltre si ringrazia l’AIR per il finanziamento del progetto in corso “Alterazione dei meccanismi dello stress ossidativo e loro trattamento in un modello animale della sindrome di Rett” (Responsabili scientifici dott. Maurizio D’Esposito e dott. Joussef Hayek).

 

 

Bibliografia selezionata

1.      McNamara RK (2010) DHA deficiency and prefrontal cortex neuropathology in recurrent affective disorders. J Nutr 140:864–868

2.      Eaton SB, Konner M (1985) Paleolithic nutrition. A consideration of its nature and current implications. New Engl J Med 321:283-289

3.      Simopoulos AP (1999) New products from the agri-food industry: the return of n-3 fatty acids into the food supply. Lipids 34(suppl):S297-S301

4.      Simopoulos AP (1999) Genetic variation and evolutionary aspects of diet. In: Papas A (ed) Antioxidants in nutrition and health. CRC Press. Boca Raton, pp 65-88

5.      Simopoulos AP (1999) Evolutionary aspects of omega-3 fatty acids in the food supply. Prostaglandins Leukotr Essent Fatty Acids 60:421-429

6.      Eaton SB, Eaton SB III, Sinclair AJ, Cordain L, Mann NJ (1998) Dietary intake of long-chain polyunsaturated fatty acids during the Paleolithic. World Rev Nutr Diet 83:12-23

7.      Ledger HP (1968) Body composition as a basis for a comparative of study of some East African animals. Symp Zool Soc Lond 21:289-310

8.      Crawford MA (1968) Fatty acid ratios in free-living and domestic animals. Lancet:1329-1333

9.      Crawford MA, Gale MM, Wooldford MH (1969) Linoleic acid and linolenic acid elongation products in muscle tissue of Syncerus caffer and other ruminant species. Biochem J 115:25-27

10.   Chapkin RS, McMurray DN, Davidso LA, Patil BS, Fan YY, Lupton JR (2008) Bioactive dietary long-chain fatty acids: emerging mechanisms of action. Br J Nutr                                              100:1152–1157

11.   Jump DB (2002) The biochemistry of n-3 polyunsaturated fatty acids. J Biol Chem 277:8755–8758

12.    Deckelbaum RJ, Worgall TS, Seo T (2006) n-3 fatty acids and gene expression. Am J Clin Nutr 83:1520S–152514.

13.   Schmitz G, Ecker J (2008) The opposing effects of n-3 and n-6 fatty acids. Prog Lipid Res 47:147–155

14.   Arnold C, Markovic M, Blossey K, Wallukat G, Fischer R, Dechend R, Konkel A, von Schacky C, Luft FC, Muller DN, Rothe M, Schunc WH (2010) Arachidonic acid-metabolizing cytochrome P450 enzymes are targets of 3 fatty acids. J Biol Chem285:32720–32733

15.   El-Ansary AK, Al-Daihan SK, El-Gezeery AR (2011) On the protective effect of omega-  against propionic acid-induced neurotoxicity in rat pups. Lipids Health Dis 10:142

16.   Lien EL (2009) Toxicology and safety of DHA. Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids 81:125–132

17.   Kris-Etherton PM, Harris WS, Appel LJ; American Heart Association. Nutrition Committee (2002) Fish consumption, fish oil,omega-3 fatty acids, and cardiovascular disease. Circulation 106:2747–2757

18.   Belayev L, Khoutorova L, Atkins KD, Bazan NG (2009) Robust docosahexaenoic acid-mediated neuroprotection in a rat model of transient, focal cerebral ischemia. Stroke 40:3121–3126