".....la dieta “media”occidentale
rischia in molti casi di essere carente di Omega-3 pertanto,
soprattutto per gli sportivi, come per altre categorie quali
ad esempio le donne in gravidanza ed allattamento, è
necessario curare che la dieta ne apporti un quantitativo
sufficiente all'aumentato fabbisogno. Livelli insufficienti
di Omega-3 possono comportare per esempio, un aumento dei
fenomeni infiammatori, disturbi del metabolismo dei lipidi,
disturbi della conduzione cardiaca, disturbi neurologici ed
interferenze negative sulla attività di alcuni ormoni e
neuromediatori. Come già detto prima per il ferro e il
calcio, la decisione di una eventuale integrazione spetta al
medico. Ritengo opportuno sottolineare che per gli
integratori in generale e soprattutto per gli Omega-3, la
scelta deve cadere su prodotti di sicura qualità e di grado
farmacologico e bisogna evitare prodotti nutraceutici che
non diano sufficiente garanzia di titolazione dei principi
che ci interessano, di buona biodisponibilità e di purezza
con assenza di sostanze inquinanti o eccipienti
potenzialmente dannosi."
Dal libro “Il Bambino e lo Sport: tra agonismo e prevenzione” a cura di Francesco Pastore, Casa Editrice EDITEAM s.a.s. Gruppo Editoriale - Cento (FE).
Sintesi dal Capitolo “
L'alimentazione del bambino nello sport” (pag. 36) del Dott.
Domenico Meleleo, pediatra di Libera Scelta AUSL BAT, Canosa
di Puglia, Perfezionamento in Nutrizione Umana, Membro
Società Italiana Nutrizione dello Sport e del Benessere
(SINSeB) (
mail: studiomeleleo@tiscali.it)